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Label

Coerentemente con la nostra filosofia, il panorama musicale dell’etichetta si articola in diversi territori

Ethnico

Mauro Usai

 

Ethnico è il nuovo album di Mauro Usai, che lo definisce: "la tappa di un percorso lungo almeno vent’anni.

Le composizioni contenute in questo lavoro discografico appartengono ad esperienze di teatro, danza, video, concerti che ho avuto la gioia di condividere; ma il materiale musicale, rimasto relegato in quegli ambiti in cui era stato ideato, era come se mi chiedesse di ridargli una nuova vitalità. La mia innata curiosità per gli strumenti ed in particolare per quelli a fiato mi ha consentito di esplorare atmosfere apparentemente distanti fra loro, accomunate tutte dalla magìa del soffio, a volte alito, che attraversa un tubo di canna, di legno o metallo e si trasforma in suono. La fisicità di questo atto, unita alla manualità dell’articolare mi riporta alla figura dell’artigiano di cui mi piace associare l’appartenenza. Egli conosce alla perfezione il materiale che vuole plasmare e gli dona la forma, il peso, i colori che la Coscienza gli suggerisce. Il soffio, la percussione del tamburo e dei tasti, insieme al pizzico della corda tesa, alla vibrazione del metallo... il riverbero di grandi ambienti, uniti al sibilo del vento, alle sonorità di luoghi a me vicini e lontani, sono gli elementi presenti in questo viaggio musicale".


 Tracklist:


01. Dijeridoo (5’13’’) (Sulittu)
02. Non è semplice (4’40’’) (Bansuri)
03. La voce del vento (3’37’’) (Sikus)
04. Tundu (4’41’’) (Flute)
05. China (4’02’’) (Dizi)
06. Tocata y fuga (4’13’’) (Quenacho)
07. Tribute to Satta (5’41’’) (Pipiaiolu)
08. Doina et danca (7’09’’) (Flute, Fluière traditional, Soprano Sax)
09. Tanpura&Mankosa (5’31’’) (Mancosa&Tumbu,Trunfa)
10. Even without theme (4’33’’) (Flute, Soprano & Tenor Sax)


Musiche composte da Mauro Usai (tranne 06, musica di Violeta Parra), ed eseguite da:

Pierluigi Manca: contrabbasso e basso elettrico
Franco Mameli: percussioni
Matteo Cara: pianoforte
Franco Persico: chitarra clasica e acustica
Giuseppe Chironi: chitarra elettrica 
Luca Deriu: batteria (Even whithout theme, Doina et Danca)
Alessandro Coronas: batteria (Dijeridoo)
Bobore Faedda: Dijeridoo
Corrado Congeddu: flauto di pan
Fabio Coronas: trombone
Davide Guiso: flugelhorn e chitarra jazz manouche


Registrato da Mauro Usai, Pierluigi Manca, Daniele Usai allo studio Mousikè - Nuoro
Mixato da Roberto Arzuffi allo Studio Pachamama
Mastering: Elettroformati - Milano
Graphic design: Fabio Coronas


(c) e (p) 2015 Mauro Usai/pachamama - num. catalogo PM1503 


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ospiti, lavori in corso

Studio

Pachamama dispone di un proprio studio di registrazione, attivo dal 1992, nel quale realizza la maggior parte delle proprie produzioni. Questo consente, senza ovviamente precludere collaborazioni esterne, di ottimizzare i costi, ma soprattutto di avere un ambiente creativo nel quale artisti e produzione possano sviluppare le proprie idee. L’accento è ancora una volta posto sulla creatività, e sulla condivisione del fare musica.

Sotto il profilo tecnologico, lo studio, che è aperto anche a lavorazioni conto terzi, dispone di apparecchiature conformi agli standard industriali attuali (ProTools HDX, outboard e ascolti di qualità e così via), il che garantisce elevati livelli qualitativi ma anche un facile interscambio con altre strutture.

video

Campagna promozionale per i 18 anni della Fondazione Cariplo
musiche di Roberto Arzuffi - audio: studio pachamama


 Take Away Project: Un tempo per danzare

musica di Roberto Arzuffi
regia di Simona Lanzi - fotografia di Sergio Cavandoli
audio: pachamama studio - video: Studiocine Cavandoli

 


 Daniele Arzuffi: Trapezisti

(dallo spettacolo omonimo - Compagnia Khorakané)
musica di Daniele Arzuffi - arrangiamenti Daniele e Roberto Arzuffi
regia di Tommaso Cavandoli
audio: studio pachamama - video: Studiocine Cavandoli


 

 

 

Identity

“Pachamama” è un’espressione quechua, l’antica lingua degli Inca, ancora oggi diffusa tra i nativi latinoamericani; il suo significato è “grande madre”, o “madre terra”. La scelta di questo nome (…) vuole essere un ideale abbraccio tra le nostre radici più prossime e un ideale universale: la musica come una grande madre che unisca le culture e i popoli di tutto il mondo.